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Angelo Di Mario


Angelo Di Mario
Poesie

Non la strenua ricerca dell’azzardo lirico, ma la profondità meditativa e interpretativa della realtà sono alla base di questi lavori poetici di Angelo Di Mario, che riesce con finezza lirica e intelligente proprietà linguistica a raccontare la realtà che lo circonda. Gli spunti sono molteplici e provengono dalla natura, come dal passare del tempo, dalla precarietà dell’esistenza, come dalla vacuità della speranza, ogni sfaccettature del pensare è toccata e portata dalla dimensione di intima intuizione, alla maturazione espressiva insita nella poetica dell’autore. Ne nascono una serie di immagini ricche di dettagli, ma al tempo stesso fluide, leggere come il tratto di una matita appena accennata, che le lascia sullo sfondo della riflessione filosofica e letteraria. Icone di un pensiero, ma anche manifestazione concreta della persistenza e della varietà della vita.

Io ero disceso
Calato nel tuo fiore
Nei meandri dei favi d’ombra
Piano solare invisibile.
La tua notte il mio asilo,
Notturna ape d’oro,
E stillavo il tuo miele, disteso
Sul mio placato dolore.

(da “Notturna ape d’oro”)

Ed è così che la manifestazione di ogni emozioni, attimo o sentimento viene coinvolta nel processo di definizione letteraria e di esso assume i contorni, mediato nel momento stesso in cui è espresso, pur senza intaccarne la naturalezza. Le metafore sono solo stilizzate icone di un sentimento sciupato, di un ricordo rappreso o di un’idea proiettata nel domani dell’esistenza. Il poeta ne fa tesoro, conservandone l’inesplicabile segreto, ma facendo permeare nei versi la necessità di raccontare, di andare oltre il vissuto per portarne all’estremo l’immanente legame con la speranza, vero motore di ogni atto.

..io sto lì ritto
a soffrire nel tronco taciturno
il calore del freddo
l’atmosfera pallida
due potrebbero amarsi
dentro le foglie
suonano le parole mai dette
l’aria ingoia la lancia
dei rumori

“siamo soli”

(da “Dirai”)


Sul piano stilistico impossibile non notare la straordinaria attitudine che ha Di Mario nel narrare in versi e quindi nel fare proprie espressioni tratte dal bagaglio letterario classico, come dal parlato, dal contemporaneo. La parola poetica è uno strumento reso fruibile e ascoltabile dalla limpidezza delle espressione e l’accuratezza metrica del verso, profondamente equilibrato e in linea con la tradizione lirica novecentesca.

Il sole va incendiando
le azzurre vene del verde,
monotonia vi spilla
il pregio dell’ombra cheta;
il falco dell’aria si posa
tremebondo sulla luna.
Tanto vasto il silenzio
si sta nella luce remota;
e la memoria si sbianca
diventa luna attenta
s’accartoccia nella vena
della foglia franta.

(da “Si sta nella luce”)

In conclusione una parabola poetica e letteraria che copre l’arco di un lavoro ampio e approfondito che la maturità stilistica e lirica dei versi conferma appieno, confermandone non soltanto il valore estetico, ma anche quello della testimonianza etica ed esistenziale.


Giulio Perrone

 




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